tribunale taranto

Un 26enne è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione con rito abbreviato, evitando una possibile pena fino a dieci anni. Dopo la sentenza è stata disposta la scarcerazione, con l’uomo che si trova ora ai domiciliari

Le indagini e la ricostruzione delle violenze

L’indagine è partita dall’intervento della polizia in un appartamento di Taranto, allertata dai vicini che avevano sentito urla e richieste di aiuto provenire dal balcone. All’arrivo degli agenti, la donna era in lacrime, in casa c’erano tre minori e l’abitazione mostrava evidenti segni di violenza.

Secondo quanto ricostruito, la relazione era segnata da anni di offese, minacce e aggressioni, anche durante una gravidanza. L’episodio più grave risale al dicembre 2025, quando l’uomo avrebbe afferrato la compagna al collo tentando di soffocarla, lanciato oggetti e danneggiato mobili, arrivando anche a tentare di aprire una bombola del gas.

La donna aveva raccontato di vivere da tempo in uno stato di paura costante. La richiesta di aiuto lanciata dal balcone ha infine portato all’arresto e al procedimento giudiziario.