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Le aziende agricole si trovano a fronteggiare un’escalation dei costi che può raggiungere il 45%, a seconda delle produzioni e delle fasi stagionali di lavorazione, travolte dall’aumento dei prezzi di carburanti, fertilizzanti e materia, oltre alla plastica, provocato dal conflitto in Iran”, sono questi i numeri che, secondo Coldiretti Puglia, configurano uno scenario sempre più allarmante per la sostenibilità economica delle imprese agricole. La crisi nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per gli approvvigionamenti globali, sta facendo impennare i prezzi dei fertilizzanti e mettendo sotto pressione l’intero settore agricolo.

Prezzi alle stelle

Il prezzo dell’urea, da maggio,  è salito dell'85%, mentre il nitrato ammonico è passato da 369 a 510 euro a tonnellata. Il prezzo del gasolio agricolo è tornato a crescere, raggiungendo quota 1,42 euro al litro rispetto a 0,85 euro di inizio anno. Secondo Coldiretti, pertanto, vi è la necessità di accelerare su soluzioni realmente sostenibili. 

Le soluzioni secondo Coldiretti

Tra queste c’è il digestato, utilizzato come biofertilizzante naturale derivato dal biogas. Tra le alternative green figura anche l’acido pelargonico, erbicida naturale in grado di contrastare le infestanti senza compromettere l’equilibrio dell’ecosistema. Secondo Coldiretti rappresenta un’alternativa sostenibile al glifosato, da anni al centro del dibattito internazionale per i possibili effetti cancerogeni e per la sua presenza in diversi alimenti e matrici ambientali.

L’aumento dei costi ha raggiunto livelli non più sostenibili – afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo – con le imprese agricole che non sono in grado di assorbire ulteriori rincari, soprattutto in un momento segnato dalle difficoltà climatiche e dalle tensioni geopolitiche. In assenza di interventi concreti a sostegno del reddito agricolo, il rischio è quello di compromettere in modo serio il sistema produttivo pugliese”. Stessa linea anche il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni: “Gli aumenti dei costi non trovano corrispondenza in un adeguato riconoscimento economico per gli agricoltori. Le aziende agricole continuano a essere tra gli anelli più deboli della filiera, strette tra spese in crescita e prezzi di vendita insufficienti a coprire i costi di produzione, mentre anche i consumatori devono fare i conti con rincari sempre più pesanti”.

Fonte: Coldiretti Puglia