palazzo_citta_taranto
Foto: Comune di Taranto

A Taranto, centinaia di persone si sono riunite nella giornata di ieri in piazza Fontana per ricordare Bakari Sako, il 35enne maliano ucciso, secondo quanto appreso dalle indagini, da un gruppo di giovanissimi per futili motivi. 

All'appello, lanciato dal Coordinamento di Libera Taranto, Babele APS, Mediterranea Saving Humans Taranto e Comunità Africana di Taranto e Provincia APS, hanno risposto in tantissimi per condannare violenza, odio e razzismo. La manifestazione ha ribadito che “la violenza non ha colore” ed ha denunciato una crescente deriva sociale e una preoccupante caccia allo straniero.

In Puglia, anche la città di Lecce ha proclamato, per la giornata di oggi, il lutto cittadino. Il sindaco, Adriana Poli Bortone, a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità cittadina, ha espresso profondo dolore e ferma condanna “Di fronte a una vita spezzata in modo così atroce non possono esserci giustificazioni, attenuanti morali o silenzi. La violenza contro un essere umano è il segno ultimo di una crisi profonda dei valori fondamentali della convivenza civile: il rispetto, l’empatia, la cura, la responsabilità verso gli altri”. Poi prosegue, “Quanto accaduto a Taranto ci riguarda tutti, non è un fatto lontano, non è una tragedia che possiamo consegnare soltanto alla cronaca o alla giustizia. È il segno di una fragilità sociale, educativa e morale che chiama in causa ciascuno di noi: le istituzioni, la scuola, le famiglie spesso lasciate sole, le comunità educanti, le associazioni, i luoghi di aggregazione, gli esercizi pubblici, dal gestore di un bar a ogni cittadino che vive e attraversa quotidianamente i nostri quartieri”.