mani sui fianchi

Il dolore ai reni può presentarsi in modo subdolo, confondersi con un comune mal di schiena, ma riconoscerlo in tempo può fare la differenza. Si localizza generalmente nella parte alta dell’addome o nella regione costo-lombare, su uno o entrambi i lati, e può manifestarsi come un fastidio persistente oppure con fitte improvvise, talvolta irradiandosi fino all’inguine. Non sempre è semplice distinguerlo da un dolore muscolare, ma alcuni segnali aiutano a orientarsi. A fare chiarezza è il nefrologo Enzo Corghi, in servizio presso Humanitas Medical Care, Humanitas Mater Domini e Humanitas San Pio X, che sottolinea come il dolore renale non vari in modo significativo con i movimenti o i cambi di posizione, a differenza del mal di schiena di origine muscolo-scheletrica, che tende invece a modificarsi con la postura o lo sforzo fisico.

Spesso il dolore ai reni non si presenta da solo. Può essere accompagnato da sintomi come nausea, vomito, febbre, bisogno frequente di urinare, presenza di sangue nelle urine o alterazioni del loro colore, fino alla ritenzione idrica. Segnali che non devono essere sottovalutati perché possono indicare condizioni anche serie. Tra le cause più comuni figurano i calcoli renali, le infezioni delle vie urinarie, i traumi o, più raramente, patologie tumorali. In particolare, le infezioni rappresentano una delle principali origini del dolore: se trascurate, possono risalire dalle basse vie urinarie fino ai reni, aggravando il quadro clinico.

Le infezioni urinarie si distinguono in base alla sede: la cistite interessa la vescica ed è la più frequente, l’uretrite colpisce l’uretra, mentre la pielonefrite coinvolge direttamente i reni e rappresenta la forma più grave. Quest’ultima può derivare da una cistite non trattata e provocare conseguenze importanti, fino a compromettere la funzionalità renale o, nei casi più estremi, sfociare in uno shock settico. Il dolore tipico della pielonefrite è intenso, localizzato a un fianco e persistente per giorni, spesso associato a febbre alta con brividi, nausea e vomito, urine scure o maleodoranti e minzione dolorosa.

Alla base di queste infezioni ci sono batteri come l’Escherichia coli, ma anche altri microrganismi come Proteus, Pseudomonas e Klebsiella, che in alcuni casi sviluppano resistenze agli antibiotici. Per questo motivo, sottolineano gli specialisti, è fondamentale una terapia mirata e adeguata, basata su diagnosi precise e sulla scelta dei farmaci più efficaci.

Quando il dolore ai reni si presenta in forma persistente, il consiglio è di rivolgersi al medico per una valutazione. Diventa invece urgente recarsi al pronto soccorso se il dolore è molto intenso e accompagnato da febbre, brividi, nausea, vomito o difficoltà a urinare. In questi casi, dopo la visita, possono essere necessari esami di approfondimento come analisi del sangue e delle urine, ecografie o TAC per individuare la causa e intervenire tempestivamente. Ignorare i sintomi o confonderli con un semplice mal di schiena può ritardare la diagnosi e aggravare il problema: riconoscere i segnali giusti è il primo passo per tutelare la salute dei reni.