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La Giunta regionale della Regione Puglia ha approvato una delibera che rimodula i tetti di spesa farmaceutica, sia diretta che convenzionata, per le Aziende sanitarie e fissa gli obiettivi di contenimento dei costi per il triennio 2026-2028.

Spesa farmaceutica diretta

La delibera punta a contenere la crescita della spesa per i farmaci acquistati direttamente da ospedali e centri specialistici, aumentata del 7,65% nel 2025 rispetto all’anno precedente. L’obiettivo è riportarne l’incremento al di sotto della media nazionale nel triennio 2026-2028. La maggior parte della spesa farmaceutica diretta viene assorbita dai farmaci per curare neoplasie e malattie rare, farmaci che hanno un costo alto ma rispetto ai quali per la loro peculiarità, non è possibile preventivare un risparmio. È escluso dai tetti di spesa anche il costo degli anticorpi per l’immunizzazione contro il Virus Respiratorio Sinciziale.

La Regione intende intervenire sui margini di razionalizzazione della spesa favorendo un uso più appropriato dei farmaci e ricorrendo, dove possibile e nel rispetto delle esigenze cliniche dei pazienti, a gare d’appalto per l’acquisto di medicinali equivalenti dopo la scadenza dei brevetti. La delibera affida ai Direttori Generali e Sanitari delle Aziende SSR il compito di vigilare su eventuali comportamenti inappropriati, oltre che segnalare i casi reiterati di mancato rispetto delle disposizioni alla Regione.

Nell’ambito delle azioni finalizzate al potenziamento dell’appropriatezza prescrittiva, si parte dalle categorie terapeutiche che nel 2025 hanno registrato sensibili incrementi di spesa, come medicinali per il colesterolo, farmaci dermatologici, alcuni medicinali antidiabetici e contro l’obesità. La strategia regionale prevede inoltre la promozione di un utilizzo più ampio dei farmaci sovrapponibili agli originatori per i quali è scaduto il brevetto. L’utilizzo deve essere compatibile con le esigenze cliniche dei pazienti.

Farmacologia convenzionata

Per quanto riguarda la spesa farmacologica convenzionata (farmaci di fascia A ritirati in farmacia con ricetta del Servizio sanitario), la Regione ha fissato un tetto di spesa con l'obiettivo di ridurne progressivamente la crescita nel periodo 2026-2028. Questo tipo di spesa nel 2025 è cresciuta per ragioni stabilite a livello nazionale e in parte per questioni che riguardano l’appropriatezza prescrittiva e l’utilizzo ancora troppo alto di antibiotici. 

Su questo secondo aspetto si è stabilito di agire chiedendo ai Direttori generali di Aziende ed Enti del servizio sanitario regionale:

  • controlli sull’appropriatezza delle prescrizioni, collegati a obiettivi specifici assegnati sia ai medici prescrittori sia agli uffici aziendali e distrettuali di verifica;
  • rispetto della soglia nazionale sul consumo di antibiotici (indicatore NSG D14C), monitorato attraverso un cruscotto dedicato del sistema informativo regionale;
  • audit periodici nei distretti con i medici di famiglia e i pediatri, in cui gli obiettivi di contenimento sono resi noti a tutti i prescrittori, con indicazione delle correzioni da apportare e ritorni periodici sullo stato di avanzamento;
  • potenziamento della consegna diretta dei farmaci da parte della ASL (primo ciclo di terapia dopo il ricovero o la visita specialistica, distribuzione ai pazienti assistiti a casa o in struttura), con presa in carico dei pazienti cronici trattati con terapie ad alto costo.

Le aree terapeutiche in cui si interviene prioritariamente sono il controllo del colesterolo e dei trigliceridi, gli inalatori per asma e broncopneumopatia cronica, gli antibiotici, i farmaci per la pressione, i medicinali per il controllo del tono dell’umore e antiepilettici, i farmaci per il fegato e le vie biliari. 

foto e fonte Regione Puglia