“Le polveri sottili cosparse su Taranto dalla tromba d’aria”

domenica 5 luglio 2020
TARANTO - Ieri, 4 luglio 2020, si è abbattuta, fra le 15 e le 16,  una veloce tromba d'aria che è passata sull'ILVA sollevando prima una grande nuvola di polvere rossa e poi altre ancora.

Sembrava impossibile che potesse accadere, una volta coperti i parchi minerali, ma è accaduto. Questo dimostra, secondo gli ambientalisti - che la copertura dei parchi minerali non è ancora risolutiva. "Le chiediamo di darci una risposta, avviando un'indagine conoscitiva sulle ragioni di quanto è successo ieri - chiede il Presidente di PeaceLink, Alessandro Marescotti - Stiamo raccogliendo e catalogando tutto il materiale di documentazione. Tanti testimoni hanno fotografato e filmato.

Da questo momento in poi non potrete più dire, come è stato fatto fino a ora, che è risolto il problema delle polveri a Taranto e che l'emergenza dei Wind Day è un ricordo del passato.

No, signor Ministro, il problema c'è ancora e le metteremo a disposizione tutta la documentazione per smentire l'ottimismo di una narrazione che confligge con la realtà. E la realtà è - lo controlli lei stesso - che ben sei parchi secondari - colmi di polveri industriali - non sono stati coperti. Vari chilometri di nastri trasportatori sono scoperti, e quelli coperti sono intasati di polveri che non defluiscono. E invece di invocare la celerità, voi state concedendo proroghe e deroghe alle prescrizioni dell'AIA (autorizzazione integrata ambientale). Viene meno la certezza delle norme. ArcelorMittal ha chiesto di non coprire i parchi secondari, quelli che in cui si sono originate le nuvole di polvere di ieri, e comunque tutto si posticiperà al 2023 o dopo ancora, visto che siete ben disposti a concedere altro tempo purché la multinazionale non vada via. E intanto i cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più frequenti gli eventi estremi che possono abbattersi sull'ILVA causando gravi problemi. La prossima volta cosa direte? Quale giustificazione troverete? 

In questi anni non abbiamo conosciuto a Taranto un governo che stesse dalla parte dei cittadini. Anzi, chi inquinava ha potuto farlo a norma di legge perché quelle prescrizioni inflessibili dell'AIA - che al tempo del sequestro dell'area a caldo dovevano essere eseguite nei più brevi tempi tecnicamente possibili pena multe e fermo degli impianti - adesso sono diventate una caricatura della legge. Nulla è più certo. I tempi della messa a norma sono diventati flessibili al punto da non essere più credibili. Sono una burla, non avete erogato neppure una sanzione. 

Persino gli scarichi in mare di altiforni e cokerie, che dovevano essere messi a norma entro la fine di giugno 2020, oggi continuano a finire in mare senza essere trattati come le prescrizioni autorizzative richiedevano. Il tutto con la vostra provvidenziale proroga ministeriale.
 
Le scriviamo perché il suo Ministero doveva dimostrare alla CEDU una inversione di rotta. Dovevate dimostrare che i diritti umani dei cittadini erano protetti: in che maniera li state proteggendo se quando c'è una tempesta di vento arrivano ancora le polveri dell'ILVA sulla città? In che maniera li state proteggendo se in mare finiscono ancora i reflui non depurati di cokerie e altoforni grazie alla vostra proroga?

Lo Stato Italiano sull'ILVA è stato condannato a Strasburgo per la violazione dei diritti umani dalla CEDU (Corte Europea dei Diritti Umani); ma lo Stato non sembra aver adottato un ravvedimento operoso. E lei, signor Ministro, rappresenta lo Stato.

Noi crediamo che la responsabilità massima, in questo momento, non sia solo di chi inquina ma di chi lascia inquinare. E chi lascia fare è lo Stato, che dovrebbe invece proteggere i cittadini. 

In Europa e in Italia vige il principio "chi inquina paga" e la città di Taranto, e in particolare il quartiere Tamburi, è stato pesantemente inquinato. Chi paghera?

Da domani a Taranto costituiremo un Comitato Cittadino che incalzerà costantemente il Suo ministero. E da lei attenderemo le risposte dello Stato.

Domani firmeremo l'atto costitutivo di Comitato Cittadino che conserverà a Taranto tutte le prove delle vostre eventuali inadempienze e negligenze.

Sarà un comitato che raccoglierà associazioni e cittadini.

Siamo profondamente delusi di quello che non state facendo. Ci aspettavamo un altro senso dello Stato. 

Da domani dovrete rendere conto a un Comitato di cittadini che rivendicherà il rispetto dei diritti umani a Taranto e l'applicazione della sentenza della CEDU". 

Ancora più duro il tono dei comitati dei genitori di Taranto: "Quella polvere color rosso vergogna che, a causa di una tromba d’aria, si è alzata dai parchi secondari dell’ex-Ilva troppo assomiglia alla colorazione che nel tempo hanno assunto i marmi originariamente bianchi che ricoprono i nostri defunti. Assomiglia in modo strabiliante al rosso vergogna che dovrebbero provare tutti coloro che hanno amministrato la Res publica, in questi ultimi anni, compreso le opposizioni.

Quella polvere è figlia di prescrizioni A.I.A. da portare a termine entro il 2015 e procrastinate nel tempo grazie a governanti che hanno voluto favorire la produzione a caldo a scapito della salute e dell’ambiente.

Non assomiglia, quella polvere, al colore del cielo che rivedranno finalmente a Trieste (dopo Genova), ma è gemella del colore del volto del ministro Patuanuelli, di quello del ministro Costa, del ministro Speranza, del premier Conte. E’ il colore della menzogna di Stato!

Le immagini di quella polvere che si solleva minacciosa per ricadere sulla città di Taranto offendono gli occhi e il sentirsi italiani perché pari dovrebbe essere la dignità di ogni cittadino, come garantito dalla Costituzione italiana.

Quello che non si vede, però, sono le emissioni letali che 24 ore su 24, ogni maledetto giorno da 55 anni a questa parte, quella produzione a caldo produce. Queste offendono l’ambiente, la salute e la vita umana, il senso della giustizia. Sono ferite aperte nelle pagine della Costituzione di questa Repubblica democratica che abdica ai suoi doveri per godere di piaceri erogati da multinazionali estere.

L’associazione Genitori tarantini ritiene che i cittadini della provincia tarantina non godano degli stessi diritti dei connazionali, che la loro vita viene costantemente impoverita, che la paura di uscire di casa stia prendendo il sopravvento sulla felicità che può dare una semplice passeggiata.

Sono, queste, ragioni sufficienti a farci muovere verso la costituzione di quel Comitato cittadino (già proposta dal professor Alessandro Marescotti durante la fiaccolata del 26 febbraio e purtroppo rimandata a causa della pandemia) che, grazie alle leggi che ne regolano il funzionamento, possa intervenire direttamente in tutti i tavoli riguardanti l’ambiente e la salute di Taranto. Un gruppo di associazioni che da anni collaborano empaticamente sta per fare nascere questo Comitato cittadino al quale ogni tarantino potrà aderire liberamente".

Altri articoli di "Ambiente"
Ambiente
03/10/2020
La risposta di Kyma Ambiente agli incivili che continuano ...
Ambiente
01/08/2020
4836 Cittadini di Taranto hanno scritto l'ennesima lettera ...
Ambiente
16/06/2020
TARANTO - Il comitato giustizia per Taranto interviene ...
Ambiente
06/06/2020
Il progetto per le piste ciclabili proposto ...
Al Cinema Bellarmino di Taranto arrivano le “Giornate del Cinema Horror”:  anteprima il 31 ...