Quartiere Tamburi, la provocazione del comitato: "Finestre aperte per il gas radon o chiuse per i Wind Days?"

martedì 25 settembre 2018
Il comitato Tamburi combattenti ancora sull'emergenza ambientale tarantina.

"Torniamo, nostro malgrado, a parlare del gas radon rilevato nelle scuole del quartiere Tamburi. Il radon è un gas cancerogeno che nel nostro rione va a sommarsi ai pericoli derivanti dall’inquinamento industriale".
All'indomani della notizia della presenza del gas radon nelle scuole tarantine, il comitato Tamburi Battenti torna a puntare il dito sull'emergenza ambientale, che mette a rischio la salute dei cittadini, soprattutto i più piccoli.
"Oggi, ne diamo notizia con ancora maggiore forza visto il fenomeno Wind Days che per le prossime 48 ore riverserà sul quartiere sia polveri di minerali che rifiuti speciali. Mentre per abbassare la concentrazione di gas radon è utile spalancare le finestre, per difendersi dai Wind Days occorre fare l’esatto contrario. Siamo costretti a ragionare su argomenti oltre il limite dell’assurdo, dilemmi che rendono forse unici gli abitanti di questi luoghi: le finestre delle scuole Vico, De Carolis e Deledda oggi vanno tenute aperte o chiuse? Per i piccoli alunni, i loro genitori, devono preferire il diritto alla salute o quello allo studio?".

Tamburi Combattenti, composto anche da genitori di alunni delle scuole Vico, De Carolis e Deledda, si è immediatamente attivato per ottenere precise garanzie sulla tutela del diritto alla salute ed allo studio, prima dell’inizio dell’anno scolastico. Ciò non è avvenuto, e diversi genitori hanno dovuto scegliere di non mandare i propri figli a scuola come dovrebbe poter essere normale fare.

Non sceglieremo mai tra il diritto alla salute e quello allo studio, devono essere garantiti entrambi, sempre. Siamo stati etichettati come allarmisti, strumentalizzatori e strumentalizzati e persino terroristi, mentre chiediamo cose ovvie per una città normale: trasparenza, informazione e prevenzione.

"In merito alla trasparenza" rcordano dal comitato "è opportuno ricordare che:
Abbiamo preteso di partecipare al tavolo tecnico del Comune di Taranto svoltosi il 12/09/18 ma ci è stato concesso di presenziare ed intervenire solo nella parte finale; Arpa Puglia ha fornito i dati dei rilievi durati un anno, solo dopo la richiesta di accesso agli atti presentata da un cittadino; Ad oggi non si conosce la fonte del gas radon rilevato nelle scuole; Non risulta comprensibile la chiusura di sole 8 aule, a fronte di 28 locali scolastici in cui sono risultate concentrazioni di gas radon molto più elevate della norma".

"A riguardo dell’informazione: abbiamo chiesto più volte, la presenza degli enti competenti il primo giorno di scuola e rinnovato tale richiesta anche nei successivi, affinche? potessero interfacciarsi direttamente con i genitori ma nulla è accaduto; In mancanza di risposte, abbiamo coinvolto i medici per l’ambiente di ISDE Taranto affinchè, dopo la pubblicazione dei rilievi di Arpa Puglia, potessero dare informarzioni medico scientifiche ai genitori degli alunni del quartiere Tamburi"

Per poi continuare: "Relativamente alla prevenzione, abbiamo proposto azioni che potessero concretamente conciliare il diritto alla salute e quello allo studio e cioe?: l’immediata istituzione di un servizio navetta verso sedi scolastiche idonee per tutta la durata dei lavori tampone atti a far diminuire la concentrazione di gas radon o, in alternativa, la verifica quotidiana della concentrazione di gas tramite rilevatori digitali. Quest’oggi viviamo per l’ennesima volta il penoso risultato di tentativi improvvisati e poco lungimiranti sulla pelle dei più deboli. Lo dimostrano le aule dei vari plessi scolastici che risultano praticamente deserte. La maggior parte dei genitori ha dovuto preferire la salute dei propri figli vedendo negato il diritto allo studio. Ancora una volta vediamo limitate la nostre vite ed i nostri diritti essenziali. Le tante richieste di trasferimento definitivo di alunni del quartiere verso altre scuole, sono un’amara sconfitta per questa società".

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