Il concerto del primo maggio non si farà: "Non vogliamo strumentalizzazioni politiche"

domenica 12 marzo 2017
La decisione del Comitato Liberi e Pensanti dettata dall'imminente campagna elettorale. 

Il concerto del primo maggio a Taranto non si farà. Lo hanno annunciato gli organizzatori del comitato Cittadini Liberi e Pensanti che cinque anni fa diede vita alla manifestazione come momento di lotta e riflessione sulle condizioni della città e di tutti i lavoratori.

“Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti ha ragionato a lungo sull’opportunità di organizzare anche nel 2017 il più grande evento musicale e di lotta dal basso del Sud Italia, maturando infine una decisione sofferta ma necessaria visto il particolare momento storico che sta vivendo Taranto – si legge nella nota -

#unomaggiotaranto è nato nel 2013 dalla forza di volontà di un gruppo di persone che volevano, e vogliono ancora oggi, dare alla propria città un palcoscenico migliore, capace di mostrarla con tutta la sua forza e la sua volontà di cambiamento, pronta a ribaltare un destino che l’ha vista per anni ai margini, inghiottita dalla spirale mortale dell’inquinamento industriale, politico e sindacale. 

Grazie a #unomaggiotaranto è cambiata la narrazione e la percezione della città, le forze sane e libere del territorio hanno messo su un vero e proprio esempio di rinascita che ha coinvolto grandi artisti e tantissime testimonianze di resistenza da tutta Italia. E allora perché questa scelta?

Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti si è sempre distinto per la sua coerenza perciò riteniamo, coerentemente con gli ideali che portiamo avanti da sempre, di dover dare a tutti un segnale forte.

Un segnale forte alla politica perché non faccia di questa manifestazione uno strumento per l'imminente campagna elettorale pro o contro qualcuno.

Un segnale forte alla città perché quando si spengono le luci, finito lo show e pulito il parco (poi nuovamente abbandonato dall’amministrazione comunale) il Comitato non resti solo a combattere per i restanti 364 giorni contro le ingiustizie di questo territorio. Perché Taranto siamo tutti noi!

Un segnale forte a questa amministrazione comunale da noi sempre osteggiata, che l’anno scorso ha permesso coscientemente l’abusivismo con una mancanza di controllo da parte delle autorità preposte. Impossibile non ricordare lo sciopero della polizia municipale indetto casualmente proprio la giornata del Primo Maggio e che ha provocato gravissime ripercussioni economiche sulla manifestazione.

Ma soprattutto un segnale forte lo dobbiamo dare a noi stessi per quello che siamo riusciti a fare e per quello che saremo capaci di fare per il futuro di questo grande concerto.

Ci mancherà la musica e ci mancheranno le parole di lotta. Ci mancherà tutto questo, ma è un sacrificio necessario a rendere questo evento ancora più forte. Magari il “silenzio” di quei giorni e il parco vuoto ci aiuteranno a riflettere su quanto ancora sia lunga la strada per restituire la dignità a questa città difficile”.

Quello di #unomaggiotaranto non è un addio, l'appuntamento è all'anno prossimo.


 

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