Grano, la Camera approva le misure per il rilancio del comparto

venerdì 30 settembre 2016
 In Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, giunge l’approvazione all’unanimità della risoluzione del deputato L’Abbate (M5S) per il futuro del comparto cerealicolo nazionale

 

Favorire la nascita di un piano proteico nazionale nonché sostegno alle sinergie e all’aggregazione economica tra i diversi operatori, così come previsto dalla normativa comunitaria. Puntare su ricerca e innovazione per l’ammodernamento della filiera a partire dal settore sementiero, promuovendo la valorizzazione delle produzioni di qualità e salubri. E poi implementazione di logistica e stoccaggio, con differenziazione per qualità di grano duro, nonché valorizzazione del prodotto italiano all’origine, con classi che includano, oltre al glutine, anche caratteristiche chimiche e microbiologicamente intese come contenuto di micotossine, residui di erbicidi quali il glifosato, pesticidi (molto utilizzati nella conservazione post-raccolta), metalli pesanti e radioattività. Ma anche l’assumere iniziative per assicurare all'industria di trasformazione determinati volumi e al produttore la collocazione del proprio prodotto a prezzo congruo e slegato dalle contrattazioni delle borse merci, volte ad incrementare le risorse da destinare al sostegno degli accordi di filiera e ad attivare una Commissione unica nazionale per il mercato dei cereali. Questi, in sintesi, gli impegni chiesti dal Movimento 5 Stelle, nella risoluzione a prima firma Giuseppe L’Abbate ed approvata all’unanimità dalla Commissione Agricoltura della Camera oggi, per il rilancio del comparto cerealicolo italiano dopo l’annus horribilis appena trascorso ed in vista dell’imminente semina. Dopo l’approvazione del piano olivicolo nazionale, un altro importante tassello per l’agricoltura ed il made in Italy ottenuto dai 5 Stelle.

 

“Il ministro Maurizio Martina non ha più scusanti ora – commenta in una nota il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – è giunto il momento di togliere la polvere dal piano cerealicolo nazionale, che giace nei cassetti ministeriali dal 2009 e di fare concretamente quel che l’intera filiera gli richiede. Il comparto primario è fondamentale per il made in Italy e, pertanto, per la nostra economia ed è ora che questo Governo se ne renda conto. Fortunatamente, nel nostro quotidiano lavoro a Montecitorio, siamo riusciti a raggiungere ottimi obiettivi, nonostante siamo seduti tra i banchi dell’opposizione come nel caso della Commissione Unica Nazionale che sostituirà, ad iniziare proprio dal grano, le vetuste borse merci per una determinazione trasparente e chiara dei prezzi, a vantaggio degli agricoltori italiani. Un provvedimento – spiega L’Abbate  – contenuto in una mia proposta di legge e divenuto realtà con un mio emendamento al decreto 51/2015”.

 
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