Alta scuola di formazione in Beni archeologici e paesaggistici: il consigliere Liviano incontra i docenti del Politecnico

martedì 27 settembre 2016
L’alta scuola di formazione in Beni archeologici e paesaggistici sembra essere più che una suggestione. 

“Questa mattina ho avuto un incontro a Bari con alcuni docenti del Politecnico con i quali ho discusso della fattibilità del progetto”,  spiega il consigliere regionale Gianni Liviano.
Le sensazioni “sono buone”, aggiunge Liviano, e sono “sensazioni che parlano di un progetto che non può che contribuire ad innalzare il livello dell’offerta formativa a Taranto e a restituirle centralità sul piano della riscoperta delle proprie radici oltre che uno scatto culturale in avanti”. 
Nei prossimi giorni i docenti del Politecnico saranno a Taranto per visionare alcune sedi che potrebbero prestarsi ad ospitare classi e studenti. Il desiderio avanzato dai docenti è quello “di poter individuare una sede nella città vecchia di Taranto”, aggiunge ancora Liviano, anche se la sede ideale “sarebbe quella che, oltre alle classi e ai laboratori, possa contare su un’area da adibire a foresteria al servizio degli alunni e dei docenti stessi”. 
Una struttura con queste caratteristiche a Taranto c’è “ed è la ex sede - sottolinea il consigliere Liviano - della Banca d’Italia. I piani superiori dell’immobile, infatti, sono già adibiti a convitto”. 
Per quanto riguarda questa sede, dal Politecnico è stata già inviata la richiesta, corredata dal progetto di fattibilità, alla sede centrale della Banca d’Italia. “Nelle prossime settimane - aggiunge ancora Liviano - è previsto un incontro a Roma per capire se ci sono margini di operatività in tale senso”. 
Altre sedi prese in considerazione sono palazzo De Bellis e palazzo Amati in città vecchia. Si comincerà con un Master di I livello. 
“La volontà del Politecnico di Bari di investire su Taranto ci dà la cifra di come la nostra città, nonostante le enormi difficoltà, resti un valido attrattore culturale. Ci auguriamo che il Comune di Taranto mostri sensibilità e possa mettere a disposizione una sede in città vecchia. A mio avviso - conclude Gianni Liviano - è questa la strada che dobbiamo continuare a battere. Il dialogo e il confronto continuo devono costituire la metodologia che deve essere alla base della costruenda legge regionale speciale per Taranto. Partecipazione è proposizione. Nessuno dovrà essere escluso dal confronto. E i primi incontri già effettuati sembrano proprio andare in quella direzione”. 
 
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