Acquisizione Fse, soddisfazione dei sindacati per la decisione delle Ferrovie dello Stato

giovedì 22 settembre 2016

L'alternativa sarebbe stata quella di procedere al fallimento del gruppo con 1.200 esuberi.

I sindacati dei trasporti plaudono alla decisione delle Ferrovie dello Stato di acquisire le Sud Est.

“L’inserimento di FSE -spiegano i rappresentanti di Filt Cgil, Fit Cisl Uilt Uil Faisa Cisal- nel Gruppo FS, leader tra le aziende all’avanguardia in Europa per capacità tecniche, organizzative ed economiche e con bilanci annui in costante utile per milioni di euro, porrà sicuramente le FSE in condizioni di assolvere alle obbligazioni, di consentire il rilancio dell’azienda e di assicurare i posti di lavoro degli oltre 1200 lavoratori interessati, nonché quelli dell’indotto, e in sostanza, di rilanciare velocemente le FSE.

Infatti, è arcinoto a tutti che le FSE sono in grado di generare utili di bilancio che superano di gran lunga i 20 milioni di euro annui, e, nonostante la devastazione finanziaria subita in questi ultimi anni, dal 12 gennaio 2016, in seno ad una gestione commissariale attenta ed oculata, le FSE hanno fatto registrare utili netti per circa 14 milioni di euro in sei mesi.

A questo si aggiungano altresì tutti gli atti di risanamento tecnico-economici già posti in essere da questo management, nonché tutti gli investimenti programmati a breve termine e gli ingenti lavori di ammodernamento e potenziamento già in fase di esecuzione sulla rete FSE.

Inoltre nel piano attuativo del Piano Regionale dei Trasporti sono già disponibili 63 milioni di euro, destinati a modernizzare ulteriormente 150 km di linea FSE, oltre agli interventi mirati posti in campo dall’azienda per il funzionamento a pieno regime di tutti i treni e autobus con i relativi impianti tecnici collegati”.

Contrari invece ad ogni diversa opzione: “Appare evidente che ogni diversa operazione, compresa quella di un’ipotetica decretazione fallimentare, che contrasti con l’obiettivo della salvaguardia del posto di lavoro dei 1200 dipendenti di FSE con le loro famiglie, nonché del suo grande indotto, genererebbe un cataclisma incontrollato sulla popolazione di un vasto territorio della Regione Puglia, oltre a sancire la fine di una grande impresa che ha fatto la storia degli ultimi 70 anni del trasporto pubblico pugliese e nazionale.

Il nuovo percorso che ci accingiamo ad intraprendere insieme alle Ferrovie dello Stato, non può che rappresentare un buon viatico per dissipare ogni dubbio ed ogni perplessità sul futuro delle FSE e dei lavoratori tutti, nel segno della solidità, della garanzia e dell’impeccabilità di un servizio ferroviario ed automobilistico fornito a tutta l’utenza della Regione Puglia”.

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