Maltempo, emergenza nelle terre del primitivo. Appello di Coldiretti

martedì 20 settembre 2016
 Il maltempo piega i coltivatori del settore vinicolo. L'appello di Coldiretti: “I controlli tengano conto della situazione di straordinarietà”.

Bombe d'acqua, campagne allagate, e i coltivatori del settore vinicolo devono correre ai ripari per proteggere il prodotto locale. È emergenza nelle terre del primitivo - nel tarantino come nel Salento - dove gli agricoltori sono in lotta contro il tempo per evitare danni permanenti alle coltivazioni e salvare il pregiato prodotto, portando a conclusione la vendemmia. Una situazione di straordinarietà di cui si dovrebbe tener conto in caso di controlli, per evitare di danneggiare ulteriormente gli operatori del settore. L'appello arriva dal presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo, che spiega: “Le bombe d’acqua dell’ultima settimana ci hanno fatto temere il peggio. In campagna gli agricoltori stanno correndo ai ripari, lavorando incessantemente per evitare così muffe e marcescenza. Le condizioni in cui spesso si trovano ad operare sono complicate, perché molte campagne, allagate nei giorni scorsi dalla violenza dei nubifragi, sono tuttora di difficile praticabilità. Per questo chiediamo che i controlli tengano in dovuto conto la condizione di straordinarietà in cui le imprese si trovano. Usciti dall’emergenza,  valutati con attenzione eventuali danni e possibili soluzioni, si potrà tornare alla normalità”. 

“Il fenomeno del lavoro nero è spesso il frutto di azioni criminose perpetrate nei territori pugliesi” aggiunge il Direttore di Coldiretti Taranto, Aldo De Sario “per questo chiediamo una stretta sui controlli rispetto a quelle imprese che non hanno ancora sposato il percorso di trasparenza da tutti auspicato e che i controlli sulle aziende sane, invece, tengano in dovuto conto la impraticabilità delle campagne e il carattere calamitoso degli eventi climatici che si sono abbattuti sulla provincia di Taranto”.

Vanno incentivate azioni premianti della condotta positiva delle imprese agricole che hanno accettato un percorso di legalità – secondo Coldiretti Taranto -  sottoponendosi volontariamente a certificazioni stringenti e sopportando quotidianamente e  in solitudine la concorrenza sleale di quanti fanno ricorso al lavoro nero, per creare un contesto sociale virtuoso da cui estromettere quasi naturalmente fatti e comportamenti non rispettosi delle regole.

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