Atto intimidatorio al vigneto di Vespa, Coldiretti Puglia e Cantine Due Palme condannano l'accaduto e chiedono vigilanza

lunedì 29 agosto 2016
Oltreaggio alle viti di Bruno Vespa: Coldiretti Puglia e Cantine Due Palme condannano il gesto e danno pieno appoggio al giornalista che ha scelto Taranto per investire.

“Esprimiamo viva condanna per il vile atto ai danni del giornalista Vespa che stiamo seguendo nella sua attività di vitivinicoltore e promotore del territorio pugliese. Le ragioni dovranno essere accertate dagli inquirenti. Resta il fatto che si tratta di un gesto che ha arrecato un danno a Vespa, ma anche all’immagine complessiva di una regione accogliente produttiva, laboriosa che non accetta in alcun modo episodi lesivi di un settore che è asset strategico per lo sviluppo di tutta l’economia pugliese”. E’ il commento del Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, vitivinicoltore anch’esso, alla notizia dei 70 ceppi tranciati in un vigneto di proprietà di Bruno Vespa a Lizzano.

“Chiediamo a Bruno Vespa di non arrendersi – incalza il Presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo – a causa di questo atto proditorio, anzi di continuare a testimoniare la bellezza e la produttività del territorio pugliese, di cui è divenuto straordinario testimonial. Purtroppo, non si tratta di un atto isolato, per cui chiediamo alle forze dell’ordine di continuare a vigilare e intensificare l’attività di contrasto alla criminalità che continua ad agire con estrema audacia in provincia di Taranto”.

“E’ urgente l’istituzione di una cabina di regia delle forze dell’ordine, un sistema interforze che affronti in maniera strategica, ferma e dura la criminalità nelle campagne. In provincia di Taranto – denuncia il Direttore di Coldiretti Taranto, Aldo De Sario - si sono quadruplicati i furti di rame e mezzi agricoli e stiamo registrando fenomeni estorsivi, chiaramente evidenziati dai numerosi tendoni tagliati che abbiamo denunciato incessantemente. Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio (furto, abigeato, usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, ecc.) rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale”.

Anche Angelo Maci, presidente delle Cantine Due Palme, si schiera a difesa del giornalista della Rai. "L’attacco a Vespa, grave danno di immagine", apostrofa così il danno procurato al vigneto del giornalista.

"Un atto ignobile per il quale le autorità giudiziarie troveranno sicuramente una soluzione. – continua Angelo Maci - Intanto, quel che è accaduto deve essere elemento di profonda riflessione per tutti: politici e imprenditori. Un danno di immagine per la provincia di Taranto, per il Salento e per la Puglia tutta. Un danno in termini di mancata sicurezza per un imprenditore che vuole venire a investire denaro e risorse in questa parte di Sud che ha grandi potenzialità. Noi per primi nel 2012 abbiamo scelto la provincia di Taranto e il territorio di Lizzano per ampliare la capacità produttiva della nostra cooperativa. Sarebbe stato sufficiente acquistare il vino per potere avere un primitivo doc, ma la grande sfida per l’azienda Due Palme e per Taranto, è stata un investimento che nel 2012, con l’acquisizione della cantina di San Gaetano a Lizzano, si è ridata vita a 160 viticoltori del tarantino con i loro 200 ettari".
 
Bruno Vespa ha dichiarato di essere pronto a ripartire, "ma siamo sicuri che quanto accaduto non metta a rischio il desiderio del giornalista di continuare a investire a Taranto? La politica deve scongiurare questo pericolo e lo dico da imprenditore che ogni giorno deve fare i conti con investimenti e ricavi. Un clima di serenità politica e istituzionale - spiega Maci - può contribuire a creare un humus accattivante per chi decide di mettere in gioco il proprio denaro.
Io da imprenditore e da amico sarò al fianco di Bruno Vespa che tra l’altro quest’anno ha scelto la nostra cantina di Lizzano per trasformare i suoi vini. Mi auguro che la provincia di Taranto con le sue istituzioni possa farsi da garante per il ripristino di una serenità che per un imprenditore è elemento essenziale per sviluppare il proprio business".
 
"Qui non è in discussione il valore economico del danno fatto, ma il gesto ha una valenza ben più importante se si dovesse valutare il danno di immagine e lo scoramento che una bravata simile può scatenare in chi ha voglia di lavorare con la schiena dritta e senza scendere a compromessi. Questo è il momento più delicato per la vita professionale di un imprenditore agricolo. Siamo prossimi alla raccolta delle uve del primitivo, insomma oggi si tirano le somme del lavoro durato un anno intero. Nessuno si lascerà intimorire da questo gesto – conclude Maci - men che meno Bruno Vespa che ha già dichiarato che tirerà dritto, ma oggi più che mai serve che la comunità intera faccia squadra e che dalla solidarietà all’uomo e all’imprenditore passi alla tutela dei diritti per  chi vive e per chi investe in un Sud che non merita di essere oltraggiato da gesti così meschini".
 
 
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