Piano di riordino ospedaliero, il consiglio comunale di Taranto contro la regione: «Più attenzione alla salute dei tarantini»

lunedì 30 maggio 2016
Per determinare le migliori condizioni di analisi del piano di riordino ospedaliero allo scopo di individuare delle soluzioni confacenti alle esigenze della sanità jonica, sono stati invitati a partecipare al consiglio comunale monotematico tenutosi la settimana scorsa diverse associazioni, rappresentanze, ordini professionali e organizzazioni sindacali del comparto sanità nonché parlamentari e consiglieri regionali del territorio jonico.

«Il dibattito – fanno sapere dal Comune - è stato caratterizzato dall'omogeneità delle osservazioni e delle critiche ai contenuti del piano di riordino che, sostanzialmente, tradisce le aspettative del territorio da anni impegnato a sollecitare la Regione a un’azione di rimozione delle condizioni di squilibrio della sanità tarantina, costretta a registrare una forte penalizzazione sul fronte dell’offerta sanitaria rispetto alle restanti province della nostra regione. Il piano di riordino non migliora le esigenze di Taranto e della sua provincia e va in controtendenza all’attenzione che esso meriterebbe, nel contesto più generale della questione ambientale che tanto fortemente penalizza i nostri concittadini i quali, legittimamente, rivendicano il diritto a una sanità adeguata ai bisogni».

dal dibattito è emersa una grave condizione di emergenza sanitaria e sociosanitaria, come d’altronde è emersa l’assenza di reparti ospedalieri di grande importanza, funzionali a contrastare patologie mediche in qualche misura connesse alla particolare condizione ambientale, come la pneumologia, la chirurgia toracica, l'oncoematologia pediatrica, l'allergologia, la radioterapia metabolica.

«L’attuale piano di riordino ospedaliero – proseguono da Palazzo di Città - non tiene conto dell’esigenza della città di Taranto e della sua provincia di avere strutture ospedaliere e personale sanitario competente e adeguato numericamente al bacino d’utenza di circa 560mila abitanti. Il piano è caratterizzato da una ridotta dotazione di posti letto di lungodegenza, inferiore allo standard nazionale, oltre che dall'impossibilità a garantire ulteriori periodi di cure per la riabilitazioni postacuzi, di terapie legate a malattie cardiologiche e traumatologiche, nonché dall’assenza nel presidio ospedaliero di secondo livello Santissima Annunziata - Moscati del reparto di pneumologia ospedaliera e di tutto  quanto necessario ai percorsi  dell’urgenza respiratoria acuta o riacutizzata».

L'attenzione, poi, com'è facile immaginare, si è concentrata sull'oncologia, tema sempre caldo nel capoluogo jonico e in provincia, ma non solo: sono tante le specialità che, secondo i consiglieri tarantini, mancano all'appello.

«Taranto e i comuni della sua provincia necessitano di un polo oncologico autonomo, di unità di terapia semi- intensiva respiratoria, servizio di broncoscopia interventistica, necessaria alla tipizzazioni delle lesioni dell’apparato respiratorio e alla successiva terapia oncologica, ha bisogno di strutture idonee all’accoglienza delle famiglie dei malati e ad una capillare assistenza domiciliare degli stessi, che meritano una maggiore ed efficace tutela dei propri diritti. Taranto ha diritto ad avere una pianta organica di medici Asl adeguata allo standard nazionale e non può rinunciare alle circa duemila unità non occupate e non previste. Esiste l’esigenza di avere a Taranto un centro sanitario specializzato per persone affette dalla sindrome di Down, dotato di day hospital ambulatoriale e servizio di neuropsicologia con dotazione di figure professionali. Taranto presenta delle criticità sanitarie che la rendono particolarmente degna di tutela del diritto alla salute e dei diritti del malato, visto l’incremento di malattie croniche degenerative connesse al rischio ambientale».

Per avvalorare le richieste, il Comune ha reso noti gli indicatori macro, tutti sfavorevoli, nell'area tarantina.

I posti letto previsti per Taranto sono 2,8x1000 abitanti rispetto a una media della Puglia di 3,4x1000 e una media nazionale di 3,7x1000;

il tasso di occupazione dei posti letto nel 2015 è stato superiore al 100%;

l'indice di turnover (che rappresenta il tempo intercorrente tra un ricovero e l’altro e quindi negativo quando il tasso di occupazione è superiore al 100%) è negativo ;

gli alti dati di migrazione passiva, stimati nel recente passato in oltre 20 mila pazienti annui dalla Provincia di Taranto verso altre Asl pugliesi, circa 10mila dalla provincia di Taranto verso altre regioni.

«È senz’altro condivisa l’esigenza di un riordino della rete ospedaliera, quale atto necessario ai fini riorganizzativi e di razionalizzazione delle risorse. Esso deve essere interpretato come strumento programmatorio di riequilibrio e non di pregiudizio a condizioni già conclamate come carenti come quella jonica. Occorre assicurare al nostro territorio standard omogenei di posti letto, al pari delle altre province. Oggi esso è di molto al di sotto degli standard del decreto ministeriale 70».

«Il Consiglio Comunale, quindi, chiede al Ministero della Salute e alla Regione Puglia di rivedere il piano di riordino ospedaliero della stessa Regione, accogliendo tutte le richieste e le valutazioni proposte per valutare ogni variazione migliorativa della situazione attuale, in virtù di una visione nazionale che rivolga a Taranto la giusta attenzione, dando nel contempo ai cittadini della città Jonica e dei comuni limitrofi, la garanzia di un sistema sanitario pronto ed efficace e che risponda a pieno alle esigenze legittime di coloro che hanno bisogno di  ascolto, di assistenza, di cure e di sentire la vicinanza e l’efficienza delle istituzioni nazionali e locali; di rendere strutturale la formazione universitaria, potenziando le professioni sanitarie e istituendo la facoltà di medicina con potenziamento per mantenere i corsi di laurea a Taranto; garantendo ai docenti universitari di poter svolgere le tre funzioni istituzionali di didattica, ricerca e assistenza. Si chiede, inoltre, la realizzazione di un Centro di Eccellenza per la Ricerca e la Cura delle Malattie Oncologiche (Irccs)».
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