Aci, il certificato di proprietà dei veicoli diventa digitale

mercoledì 7 ottobre 2015
Da lunedì 5 ottobre scorso, il certificato di proprietà dei veicoli è diventato elettronico. Dopo ottantotto anni infatti il Pra, il pubblico registro automobilistico, rilascerà il documento solo online. Scompaiono così trenta milioni di fogli di carta, facendo bene sia all’ambiente sia agli automobilisti, che grazie alla digitalizzazione non correranno più il rischio di smarrirlo, di subire un furto o di deteriorarlo. 
Si tratta di un’innovazione che, così come ha dichiarato il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani, interessa oltre quaranta milioni di italiani possessori di automobili, motocicli, furgoni, camion e veicoli in generale.

“Chiunque acquisti un veicolo nuovo o usato non riceverà più il consueto certificato cartaceo, ma la versione digitale, custodita negli archivi informatici del Pra – afferma Pino Lessa, direttore Aci Taranto -. Al proprietario verrà rilasciato un codice di accesso con il quale visualizzare online il documento sul sito dell’Aci www.aci.it . Questo è uno dei passi in avanti sulla strada della digitalizzazione della pubblica amministrazione”. Digitalizzazione alla quale ha applaudito anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Un’innovazione che fornisce più sicurezza contro le frodi e i furti. Sono infatti oltre 300mila gli smarrimenti dei certificati di proprietà ogni anno e questa digitalizzazione farà registrare, secondo le stime dell’Aci, un risparmio di diversi milioni di euro.

Oltre a poter da subito consultare il proprio certificato, già nel corso del 2016 sarà possibile registrarsi sul sito dell’Aci e ricevere così gli avvisi relativi ad operazioni effettuate sui propri veicoli, poter consultare lo storico delle proprietà del passato, la situazione del pagamento bolli, poter effettuare visure tramite dispositivi quali smartphone e risalire al nome del proprietario di un veicolo. “Aci rappresenta oltre un milione di automobilisti e non si è sottratta alla sfida sull’innovazione digitale, ma anzi ha accelerato e intensificato gli sforzi negli ultimi anni. Come risultato eliminiamo un documento, in risposta alle richieste del Governo e diamo un contributo significativo all’innovazione del Paese”, ha concluso Sticchi Damiani.
A Taranto, per ora, sono stati gia’ registrati 250 certificati rilasciati on line.
 
 
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