Cera: “Lavoro nero e occultamento di cadavere”

venerdì 28 agosto 2015
"E’ necessario che il presidente Emiliano e il presidente del Consiglio Regionale, Loizzo, organizzino rapidamente una seduta straordinaria del Consiglio Regionale".
 
È quanto chiede, attraverso una nota, il presidente del gruppo consiliare Popolari della Regione Puglia Napoleone Cera dopo i tragici fatti di caporalato scoperti nelle campagne pugliesi.
"Lavoratori - continua la nota - senza controlli e senza tutele, vittime e ricattati con buste paga fasulle. Manca un sindacato che garantisca i lavoratori. Quello che sta accadendo ed emergendo in questi giorni è davvero incredibile ed inaccettabile. Si muore in perfetto silenzio e fra tanta omertà. Siamo in presenza di interessi speculativi diffusi su più soggetti".
Cera sottolinea che "conviviamo tranquillamente con i drammi che si consumano nei lavori stagionali. Le cifre raggiunte dal lavoro nero tolgono il respiro e sono fonte, non solo di un grande danno erariale, ma di una profonda caduta di valori sui quali l'intero Consiglio Regionale deve essere chiamato a tentare di invertire questa dolorosa quanto insostenibile situazione umana e civile".
Il leader regionale dei Popolari è sdegnato.
"Quando ci permettiamo di far finta di non vedere - specifica la nota - o di non sentire il dramma umano di tanti immigrati in cerca di un minimo di sopravvivenza, di rispetto, di riconoscimento di dignità, allora anche occultare il cadavere di un anonimo nero, morto stremato di fatica per raccogliere e trasportare ogni giorno fino a 30 casse di pomodoro, sotto temperature proibitive, pagato con qualche misero euro a cassa; quando dobbiamo affidarci ad autopsie postume per capire di cosa è morta una mamma di tre figli che, per un pugno di euro al giorno, deve lavorare sotto tendoni infuocati dopo aver fatto una levataccia nel cuore della notte e percorso 150 kilometri per raggiungere il luogo della sua morte, non già della sua sopravvivenza; quando tutto questo ci vede muti spettatori e pronti a farci scivolare addosso quelle disumane tragedie che si consumano quotidianamente per tutti i raccolti, in tutte le stagioni, vuol dire che abbiamo perso la nostra dimensione umana. Non siamo più uomini alla pari, con uguali diritti e doveri. Siamo in uno Stato dove tolleriamo, esercitiamo, organizziamo la schiavitù e tante forme di sfruttamento. Questi sono gli amari frutti del lavoro nero e del più disumano caporalato organizzato, strutturato per ridurre in schiavitù chi ha bisogno di lavorare per vivere".
Cera conclude lanciando un appello.
"La soglia dell'inciviltà e dell'egoismo sono state abbondantemente superate. Ogni ulteriore ritardo nell'assumere provvedimenti efficaci sarebbe solo nostra colpevole responsabilità". 
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