Ripartire dalla cultura e dall'agroalimentare per incentivare il turismo a Taranto

lunedì 24 agosto 2015
I risultati del Rapporto sull'conomia presentati di recente dalla Camera di Commercio di Taranto affermano inequivocabilmente, che l'offerta turistica è il tallone d' Achille della provincia ionica.
 
Gianni Liviano, l'assessore regionale all'Industria turistica e culturale, , consapevole della situazione critica, afferma che comunque, "c'è il brand Puglia che continua a tirare, e qui a soccorrerci sono i dati di Federaberghi che parlano di strutture sold out così come sensazioni importanti arrivano dai contatti internet che riguardano la Puglia e le sue località turistiche".

L'assessore regionale ha trattato questi argomenti in occasione dell'inaugurazione dello stand della Regione Puglia all'interno del padiglione Italia all'Expo di Milano, stand che ospita anche la mostra dedicata agli Ori di Taranto.

"I dati ci dicono che Taranto è al 98esimo posto, su scala nazionale, per concentrazione turistica. Al tempo stesso, leggo che l'agroalimentare, con il suo +18,9%, è il miglior settore in Puglia. Ora ­ aggiunge Liviano ­, poiché agroalimentare e turismo camminano su strade spesso convergenti e visto che il primo è trainante per l'economia locale, non vedo perché, attraverso una politica più industriale che di intrattenimento, il settore turistico­culturale non possa colmare il gap. È risaputo, infatti, che turismo e cultura  - continua Liviano - costituiscono una voce fondamentale del pil. Allora, partendo da grandi eventi capaci di svolgere il ruolo di attrattori sul territorio (e su questo stiamo per mettere in cantiere un paio di iniziative di respiro nazionale), va messa a punto la macchina industriale capace di creare opportunità di sviluppo intorno ad essi".

La sfida è lanciata ed è una sfida "che intendiamo vincere con tutte le nostre forze. Vogliamo ­ prosegue l'assessore Liviano ­ continuare ad essere costruttori di speranze. Speranze da tradurre in fatti concreti. Un'area ionica turisticamente e culturalmente forte non può che giovare, oltre che a se stessa, anche all'intera Puglia".

L'idea di esporre cinque pezzi degli Ori di Taranto, il corredo funerario di una fanciulla rinvenuto in una tomba nell'area dell'Arsenale Militare nel 1912 e di una corona funeraria a foglie di quercia, all'Expo di Milano va in questa direzione. "Portando parte dell'importante collezione qui a Milano ­ spiega l'assessore Liviano ­ abbiamo inteso trasformare il reperto archeologico da bene in sé a veicolo di conoscenza di una realtà, quella di Taranto, che tenta con tutte le forze di affrancarsi dalla monocultura industriale che ha fallito nel lungo periodo e che l'ha dipinta come brutta, sporca e cattiva. Abbiamo deciso di esporli all'Expo per provare a valorizzare una bellezza incredibile di cui la nostra comunità dispone e di raccontarla all'esterno nel tentativo di suscitare emozioni in modo da far venire, a quanta più gente possibile, la curiosità, la voglia e l'interesse di venire a Taranto per scoprire il resto della collezione. Il nostro obiettivo ­ aggiunge l'assessore Liviano ­ è quello di fare marketing territoriale, di far conoscere la città di Taranto oltre i confini regionali e di farlo attraverso un messaggio che trasmetta positività, sensazioni di bellezza, energie da profondere in un progetto più ampio di rivalutazione e rilancio della città dei due mari. Gli Ori sono valore in sé ma sono anche creazione di economia oltre che proposta educativa e cittadinanza attiva".
 
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