Associazioni, sindacati e medici in piazza per la prevenzione dei tumori da amianto

martedì 23 giugno 2015
Controlli medici per chi ha lavorato con amianto e cancerogeni a Brindisi e nel circondario per prevenire l'insorgenza dei tumori sempre più frequenti negli operai, negli ex operai e nella popolazione in genere.

A Brindisi, come anche a Taranto, la mortalità per tumori da amianto è più frequente rispetto al resto della Puglia. Una giusta e continua prevenzione potrebbe salvare la vita a molti lavoratori.

Per questo motivo, mercoledì 24 giugno, alle 18.30, in piazza Vittoria, si terrà un dibattito tra alcuni esperti del settore ed i cittadini. Il tema sarà portare una sorveglianza sanitaria per tutti coloro che hanno lavorato con l’amianto o con ogni tipo di cancerogeni. Presenti alla discussione Danny Sivo, medico del lavoro del Servizio Sistemi per la Sicurezza Asl Bt, Roberto Aprile del Sindacato Cobas, Angelo Monopoli, avvocato Patronato Acli e Maurizio Portaluri, medico ed editorialista della Rivista Saluta Pubblica.

In Puglia, ad oggi, non sono presenti programmi di tutela dei lavoratori ex esposti ad amianto ed in generale ai cancerogeni, come avviene, invece, nelle altre regioni. In attesa di giungere alla definizione di protocolli di sorveglianza sanitaria uniformi e condivisi, come auspicato dal ‘Piano Nazionale Amianto’ da offrire ai lavoratori, si constata come, oltre ad una disparità nell’offerta dei servizi sanitari, il Sistema Sanitario Pugliese non abbia ancora dato risposte alla legge che prevede che i lavoratori  esposti in passato ad amianto, cancerogeni e mutageni possano sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa comportante l’esposizione al rischio.

Il Registro Tumori Pugliese 2006-2008 dice che il mesotelioma, tipico tumore da amianto, è più frequente a Taranto ed a Brindisi, rispetto al resto della Puglia. Ci si interroga sul motivo per il quale la centrale Edipower non sia stata ancora bonificata e non siano stati smantellati i gruppi 1 e 2, impegno, quest’ultimo, già assunto da anni e non ancora mantenuto. La salute non può essere merce di scambio per progetti imprenditoriali.

Anche in Puglia dovranno essere istituite, quanto prima, presso i Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, sia il registro dei lavoratori attualmente esposti, sia quello degli ex esposti.

Da una diagnosi, molti lavoratori potrebbero vedere salva la propria vita.
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