Vicenda Edipower, Matarrelli a Consales: «No a scelte unilaterali, tenere inseme ambiente e lavoro»

sabato 21 febbraio 2015
Bisogna dire basta a chi vuol contrapporre il diritto alla salute al diritto al lavoro, anche e soprattutto in realtà pesantemente provate su entrambi i fronti come la città e il territorio di Brindisi.

Parola di Toni Matarrelli, deputato mesagnese in forza a Sel, il partito del presidente della Regione, Nichi Vendola, che interviene sulla vicenda Edipower, contrapponendo la sua analisi a quella offerta nei giorni scorsi da Mimmo Consales, sindaco della città. «Ancora una volta la comunità brindisina sembra costretta a dover scegliere tra lavoro e ambiente, tra possibilità di sviluppo e tutela della salute pubblica. Il dualismo così impostato è evidentemente ricattatorio, imponendo a un territorio già provato da decenni di sfruttamento industriale e sfregio ecologico una scelta ancora una volta inaccettabile: ammalarsi (e morire) di fame o ammalarsi (e morire) di malattie».

La posizione assunta da Matarrelli, dunque, si contrappone a quella di chi si schiera sull'uno o sull'altro fronte: secondo l'onorevole bisogna trovare una terza via che tenga insieme la sacrosanta tutela ambientale e le altrettanto importanti istanze dei lavoratori degli impianti industriali. «Sembra necessario sottrarsi a questa sorta di spada di Damocle che pende non soltanto sul capo dei lavoratori ma, in definitiva, dell'intero comprensorio brindisino. Restano così sul tavolo due priorità fondamentali, di pari valore e impatto. Da un lato, la salvaguardia del destino dei lavoratori della centrale termoelettrica Edipower e dell'indotto, appeso da due anni ai fili di deboli contratti di solidarietà e di ammortizzatori sociali ormai esauriti. Dall'altro, l'urgenza di arginare l'inquinamento della nostra terra, investendo nelle tecnologie di riconversione e bonifica, in modo da compiere il definitivo salto di qualità soprattutto nell'alveo dell'industria energetica».

È possibile coniugare questi due nobili obiettivi? E, soprattutto, la politica locale quale atteggiamento deve assumere nel gestire una situazione tanto complessa? «Dinanzi a queste necessità, sconcerta che la politica istituzionale si affretti a rilasciare risposte tranchant, sbrigative nella forma e arroganti nella sostanza, sospettabili di tutelare interessi uguali e contrari e quasi sferrando il colpo definitivo sul capo di 250 lavoratori e delle rispettive famiglie». Il riferimento alle posizioni assunte dal primo cittadino, che ha proposto la chiusura dell'impianto, pare evidente.  

«Spetta a chi riveste ruoli pubblici la delicata responsabilità di coniugare quelle istanze, magari mostrando maggiore sensibilità e facendosi carico di allestire un fronte comune di tutte le istituzioni del territorio, a ogni livello. Anzitutto, allora, si dovrebbe valutare con maggiore accortezza il progetto di riconversione, sul versante dell'impatto ambientale, e considerare anche le esigenze complessive dei lavoratori coinvolti dalle vicende del piano industriale. Per quanto mi riguarda, io sono pronto a fare la mia parte».
Altri articoli di "Società"
Società
07/12/2018
La portaerei della Marina Militare è entrata nel ...
Società
27/11/2018
La cittadina è stata scelta per contribuire a ...
Società
19/10/2018
 Lo annunciano fonti della Asl di Lecce: il ...
Società
19/10/2018
Tra sabato 27 e domenica 28 si dormirà un'ora in più. Un referendum europeo ...
Al Cinema Bellarmino di Taranto arrivano le “Giornate del Cinema Horror”:  anteprima il 31 ...